Descrizione
Il Teatro di Dioniso è l'antico teatro all'aperto scavato nel pendio sud dell'Acropoli di Atene, il luogo in cui crebbe il dramma occidentale. Spesso detto il teatro più antico del mondo, è un ampio ventaglio di sedili di pietra che guarda dall'alto una pista circolare per la danza, con la roccia dell'Acropoli alle spalle.
Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane: le loro opere furono rappresentate qui, davanti a tutta la città. Faceva parte del santuario di Dioniso, dio del vino e del teatro, e alle Grandi Dionisie i drammaturghi gareggiavano per il premio. Il pubblico sedeva prima su panche di legno e sul nudo pendio.
I primi spettacoli non si tennero nemmeno qui. Nell'Agorà crollarono le tribune di legno montate per il pubblico, e quel disastro forse spinse gli spettacoli su questo pendio.
Dietro il coro stava la skené, uno sfondo di legno che diceva al pubblico dove era ambientata l'azione, e una gru che poteva far entrare in volo un dio, come nella Medea di Euripide.
Quello che resta è soprattutto il teatro com'era stato ricostruito nel IV secolo a.C. dallo statista Licurgo, che controllava le finanze della città: gradinate di pietra in tredici cunei, con 78 file, per un massimo di 25.000 spettatori. I gradini di pietra scendono leggermente, perciò i sedili sono inclinati in avanti.
I posti migliori ci sono ancora. Nelle prime file, troni di marmo erano riservati a sacerdoti e magistrati, ciascuno con un nome inciso, e quello centrale spettava al sacerdote di Dioniso. Giù nell'orchestra, la pista circolare dove il coro cantava e danzava, la pavimentazione in marmi colorati risale all'epoca romana.
I Romani cambiarono più di una volta il teatro. Una barriera di marmo chiuse l'orchestra, forse per proteggere il pubblico durante i combattimenti tra gladiatori. L'imperatore Nerone fece incidere il proprio nome sulla fronte del palcoscenico; fu cancellato già in antichità.
Dopo il V secolo d.C. il teatro fu abbandonato, la sua orchestra divenne il cortile di una basilica cristiana e le gradinate servirono da cava. Rimase sepolto e dimenticato fino agli scavi del 1861.
Da non perdere
• I seggi d'onore della prima fila.
• Il trono del sacerdote di Dioniso.
• L'orchestra.
• La barriera romana e il Bema di Fedro.
Lo sapevi?
• Gli dèi nelle opere potevano entrare in volo su una gru, come nella Medea di Euripide, e uno sfondo dipinto, la skené, diceva al pubblico dove era ambientata l'azione.
• Su alcuni troni si leggono ancora i nomi dei sacerdoti e dei magistrati che vi sedevano.
Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane: le loro opere furono rappresentate qui, davanti a tutta la città. Faceva parte del santuario di Dioniso, dio del vino e del teatro, e alle Grandi Dionisie i drammaturghi gareggiavano per il premio. Il pubblico sedeva prima su panche di legno e sul nudo pendio.
I primi spettacoli non si tennero nemmeno qui. Nell'Agorà crollarono le tribune di legno montate per il pubblico, e quel disastro forse spinse gli spettacoli su questo pendio.
Dietro il coro stava la skené, uno sfondo di legno che diceva al pubblico dove era ambientata l'azione, e una gru che poteva far entrare in volo un dio, come nella Medea di Euripide.
Quello che resta è soprattutto il teatro com'era stato ricostruito nel IV secolo a.C. dallo statista Licurgo, che controllava le finanze della città: gradinate di pietra in tredici cunei, con 78 file, per un massimo di 25.000 spettatori. I gradini di pietra scendono leggermente, perciò i sedili sono inclinati in avanti.
I posti migliori ci sono ancora. Nelle prime file, troni di marmo erano riservati a sacerdoti e magistrati, ciascuno con un nome inciso, e quello centrale spettava al sacerdote di Dioniso. Giù nell'orchestra, la pista circolare dove il coro cantava e danzava, la pavimentazione in marmi colorati risale all'epoca romana.
I Romani cambiarono più di una volta il teatro. Una barriera di marmo chiuse l'orchestra, forse per proteggere il pubblico durante i combattimenti tra gladiatori. L'imperatore Nerone fece incidere il proprio nome sulla fronte del palcoscenico; fu cancellato già in antichità.
Dopo il V secolo d.C. il teatro fu abbandonato, la sua orchestra divenne il cortile di una basilica cristiana e le gradinate servirono da cava. Rimase sepolto e dimenticato fino agli scavi del 1861.
Da non perdere
• I seggi d'onore della prima fila.
• Il trono del sacerdote di Dioniso.
• L'orchestra.
• La barriera romana e il Bema di Fedro.
Lo sapevi?
• Gli dèi nelle opere potevano entrare in volo su una gru, come nella Medea di Euripide, e uno sfondo dipinto, la skené, diceva al pubblico dove era ambientata l'azione.
• Su alcuni troni si leggono ancora i nomi dei sacerdoti e dei magistrati che vi sedevano.