Descrizione
L'Agorà romana di Atene è la piazza del mercato che la città dovette a Giulio Cesare e ad Augusto, a est della più antica Agorà antica e appena a nord dell'Acropoli. Le sue rovine sono una manciata di colonne e una porta, ma accanto sorge uno dei pochissimi edifici antichi sopravvissuti quasi intatti: la Torre dei Venti.
Cesare promise il denaro nel 51 a.C.; Augusto lo pagò, e il mercato sorse tra il 27 e il 17 a.C.: una piazza aperta circondata da un colonnato, con botteghe lungo il lato ovest, una fontana e latrine pubbliche. Fu costruita da Euclide di Maratona, a circa 100 metri dall'agorà originale.
La Torre dei Venti sorge sul suo margine, un ottagono di marmo pentelico alto 12 metri, che prende il nome dagli otto dèi alati scolpiti in cima, uno per ogni vento. Fra loro ci sono Borea, il vento del nord, e Zefiro, il vento dell'ovest, ciascuno con ciò che porta. È l'unica torre dell'orologio sopravvissuta dall'antichità.
Segnava l'ora con otto meridiane all'esterno e un orologio ad acqua all'interno, alimentato da una sorgente dell'Acropoli. In cima girava un tempo un Tritone di bronzo con una bacchetta, una banderuola per il vento. Il progettista fu un astronomo, Andronico di Cirro.
La torre sopravvisse restando sempre in uso: fu probabilmente una chiesa e poi, dal 1751 al 1821, una sala per i dervisci, per metà sepolta dalle macerie. Il suo tetto di pietra, 24 lastre tenute da una chiave di volta, è ancora quello originale.
Da vedere anche la Porta di Atena Archegetis, l'ingresso occidentale del mercato, con un portico dorico. Un'iscrizione vi riporta un decreto dell'imperatore Adriano sulle tasse dei mercanti di olio.
L'Agorà romana non è stata scavata del tutto, ed è per questo che così poco di essa si alza dal suolo. Eppure il colonnato, la porta e la torre insieme danno una buona idea di dove, sotto i Romani, gli Ateniesi facevano acquisti, pagavano le tasse e controllavano l'ora.
Cesare promise il denaro nel 51 a.C.; Augusto lo pagò, e il mercato sorse tra il 27 e il 17 a.C.: una piazza aperta circondata da un colonnato, con botteghe lungo il lato ovest, una fontana e latrine pubbliche. Fu costruita da Euclide di Maratona, a circa 100 metri dall'agorà originale.
La Torre dei Venti sorge sul suo margine, un ottagono di marmo pentelico alto 12 metri, che prende il nome dagli otto dèi alati scolpiti in cima, uno per ogni vento. Fra loro ci sono Borea, il vento del nord, e Zefiro, il vento dell'ovest, ciascuno con ciò che porta. È l'unica torre dell'orologio sopravvissuta dall'antichità.
Segnava l'ora con otto meridiane all'esterno e un orologio ad acqua all'interno, alimentato da una sorgente dell'Acropoli. In cima girava un tempo un Tritone di bronzo con una bacchetta, una banderuola per il vento. Il progettista fu un astronomo, Andronico di Cirro.
La torre sopravvisse restando sempre in uso: fu probabilmente una chiesa e poi, dal 1751 al 1821, una sala per i dervisci, per metà sepolta dalle macerie. Il suo tetto di pietra, 24 lastre tenute da una chiave di volta, è ancora quello originale.
Da vedere anche la Porta di Atena Archegetis, l'ingresso occidentale del mercato, con un portico dorico. Un'iscrizione vi riporta un decreto dell'imperatore Adriano sulle tasse dei mercanti di olio.
L'Agorà romana non è stata scavata del tutto, ed è per questo che così poco di essa si alza dal suolo. Eppure il colonnato, la porta e la torre insieme danno una buona idea di dove, sotto i Romani, gli Ateniesi facevano acquisti, pagavano le tasse e controllavano l'ora.