Descrizione
La Cattedrale di Atene, la Cattedrale metropolitana dell'Annunciazione, è la chiesa cattedrale dell'arcidiocesi di Atene e di tutta la Grecia, nota a tutti come la Metropoli. Si trova in piazza Mitropoleos ed è il palcoscenico delle grandi cerimonie, dei matrimoni e dei funerali della nazione.
È una basilica a tre navate con cupola, lunga circa 40 metri e alta 24. Per costruire una cattedrale degna della nuova capitale, Atene smantellò 72 chiese, e il loro marmo finì nelle sue pareti.
Re Ottone e la regina Amalia posarono la prima pietra il giorno di Natale del 1842. Ci vollero vent'anni e diversi architetti, a cominciare da Theophil Hansen. Nel 1862 i sovrani la dedicarono all'Annunciazione.
All'interno riposano due figure dell'età ottomana. Santa Filotea, martirizzata nel 1589, riscattava le donne greche rese schiave negli harem; le sue ossa sono visibili in un reliquiario d'argento. Il patriarca Gregorio V fu impiccato nel 1821, il suo corpo gettato nel Bosforo e salvato dai marinai greci.
Nella piazza davanti si trovano due statue: Costantino XI, l'ultimo imperatore dell'Impero romano d'Oriente, e l'arcivescovo Damaskinos, che guidò la Chiesa di Atene durante la seconda guerra mondiale e fu reggente e primo ministro nel 1946.
Ma la vera sorpresa è accanto. La Piccola Metropoli, larga appena 12 metri, è costruita quasi interamente con marmo di riuso, dall'antichità al Medioevo, con novanta sculture incastonate nelle pareti. Sorge sulle rovine di un antico tempio della dea Ilizia.
Sulla sua data nessuno è d'accordo: le ipotesi coprono secoli, dal IX al XIII, e una teoria recente la colloca dopo il 1436. Dopo l'indipendenza servì perfino da biblioteca pubblica della città, dal 1841 al 1863.
Nel 2023 la Piccola Metropoli è stata sede della camera ardente di Costantino II, l'ultimo re dei greci.
È una basilica a tre navate con cupola, lunga circa 40 metri e alta 24. Per costruire una cattedrale degna della nuova capitale, Atene smantellò 72 chiese, e il loro marmo finì nelle sue pareti.
Re Ottone e la regina Amalia posarono la prima pietra il giorno di Natale del 1842. Ci vollero vent'anni e diversi architetti, a cominciare da Theophil Hansen. Nel 1862 i sovrani la dedicarono all'Annunciazione.
All'interno riposano due figure dell'età ottomana. Santa Filotea, martirizzata nel 1589, riscattava le donne greche rese schiave negli harem; le sue ossa sono visibili in un reliquiario d'argento. Il patriarca Gregorio V fu impiccato nel 1821, il suo corpo gettato nel Bosforo e salvato dai marinai greci.
Nella piazza davanti si trovano due statue: Costantino XI, l'ultimo imperatore dell'Impero romano d'Oriente, e l'arcivescovo Damaskinos, che guidò la Chiesa di Atene durante la seconda guerra mondiale e fu reggente e primo ministro nel 1946.
Ma la vera sorpresa è accanto. La Piccola Metropoli, larga appena 12 metri, è costruita quasi interamente con marmo di riuso, dall'antichità al Medioevo, con novanta sculture incastonate nelle pareti. Sorge sulle rovine di un antico tempio della dea Ilizia.
Sulla sua data nessuno è d'accordo: le ipotesi coprono secoli, dal IX al XIII, e una teoria recente la colloca dopo il 1436. Dopo l'indipendenza servì perfino da biblioteca pubblica della città, dal 1841 al 1863.
Nel 2023 la Piccola Metropoli è stata sede della camera ardente di Costantino II, l'ultimo re dei greci.